Ansia da Prestazione e Ansia Generalizzata? Come Intervenire per Disattivare le Risposte Ansiose

Ansia-Generalizzata

Ti capita di vivere stati d’ansia?

Probabilmente puoi riconoscere chiaramente in te stesso quando accade, forse etichetti quei momenti come preoccupazioni o ancora percepisci distintamente questioni importanti a cui fare attenzione (e anche se non la chiami ansia, quello stato consiste nel tenere viva la tua attenzione più di quanto non sia realmente necessario).

Agli occhi di chi ha lavorato su questo “tarlo nel sistema” per molti anni con ottimi risultati, gli italiani sono un popolo che soffre terribilmente d’ansia.

Lo puoi osservare all’aeroporto mentre attendi l’imbarco, sull’autobus mentre ti sposti in città, per strada fra madri e figli, sul posto di lavoro e dovunque vi siano persone che esternino ad alta voce i loro pensieri. Si, perché ci riesce molto più facile notare l’ansia che vivono le altre persone piuttosto che la nostra, in alcuni casi.

L’ansia trova statisticamente terreno fertile più fra le donne che fra gli uomini.

Ma al di là dei dati e delle statistiche, come si combatte l’ansia?

Prima di cercare di contrastare questo fenomeno, cerchiamo di individuarne la radice: la nostra mente ha fretta di risolvere una situazione perché percepisce una qualche forma di rischio potenziale.

Proprio la sensazione di rischio (= devo evitare qualche cosa che potrebbe presentarsi) ci porta a credere, in molti casi, che quell’emozione sia davvero necessaria.

L’ansia, insomma, è il risultato di una preoccupazione che riteniamo giustificata e che nella maggior parte dei casi la nostra mente spiega e accetta anche sul piano logico.

Le manifestazioni dell’ansia sono a volte sottili, a volte più nette. Vivere in uno stato d’ansia può condurci a problemi fisici e a frustrazione continua.  

Due approcci diversi possono essere utilizzati per lavorare sull’ansia, nella sua forma più comune. Eccoli:

#1: Il Respiro Consapevole

L’ansia è connessa a una specifica componente fisica: il respiro corto e localizzato sul torace.

Quando viviamo stati d’ansia il respiro si accorcia e il diaframma fatica a distendersi verso il basso, impedendo ai polmoni di riempirsi pienamente di aria e forza vitale.

Allo stesso modo il respiro corto richiama per neuro-associazione nella nostra mente gli stati d’ansia.

Per questo il lavoro consapevole con il respiro può, nel momento in cui proviamo ansia, aiutarci in maniera immediata a lasciare andare quell’energia tossica.

Se, da una parte, ti ho suggerito di utilizzare la meditazione su base quotidiana per rilassarti e riprogrammare la tua mente a vivere più tranquillo, il respiro consapevole e addominale può essere utilizzato per rilasciare la tensione e l’ansia nel momento stesso in cui essi si dovessero presentare.

Quando percepisci preoccupazione, ansia e tensione puoi riconoscere nel tuo corpo lo schema classico: il respiro si è accorciato e il diaframma è meno mobile.

  Cerca quindi, in quel momento, di riempire di più i polmoni, rallentando l’inspirazione e lasciando che l’espirazione avvenga ancora più lentamente… espandendo la pancia e lasciando libera l’aria di entrare piena-mente ti accorgerai in pochi istanti che il tuo stato d’ansia calerà inevitabilmente.

Ma, ti chiederai: devo farlo tutte le singole volte?

In realtà il tuo sistema mente-corpo è provvisto di intelligenti meccanismi di reazione: quando avrai ripetuto questa pratica più volte, inizierà ad apprendere come rilasciare l’ansia istantaneamente e a ridurre drasticamente l’insorgenza stessa di questo stato emotivo.

#2: Il lavoro sulla Strategia Mentale che Genera Ansia

L’ansia, come tutte le emozioni che viviamo, è generata da una strategia mentale inconscia, un meccanismo automatico che si innesca in relazione a situazioni e stimoli esterni disparati.

La Programmazione Neurolinguistica può aiutarti ad individuare semplicemente la tua strategia inconscia che “attiva” l’ansia in uno specifico momento attraverso la domanda: Come fai, dentro di te, a sentirti in ansia? Cosa fai dentro la tua testa ad attivare quella sensazione?

Anche se dovessi avere la sensazione che sia un innesco esterno a farti agitare, puoi facilmente cominciare ad accorgerti chiudendo un istante gli occhi che se ti ripeti la domanda: Come faccio, dentro la mia testa, a sentirmi in ansia in quel momento? Come sto pensando a quello che sto pensando per attivare questa risposta emotiva? Un’immagine mentale diventarà immediatamente cosciente.

Due differenti suggerimenti sono dedicati a coloro che vivono attacchi d’ansia acuti e situazioni percepite come non gestibili consapevolmente dall’interno.

Se infatti ti senti sopraffatto dall’ansia che provi, difficilmente riuscirai a mettere in atto una tecnica mentale consapevole, all’inizio.

Per questo ti suggerisco…  

#1: Tieni sempre in borsa (o a portata di mano) il Rescue Remedy dei Fiori di Bach

In molti paesi del mondo il Rescue Remedy (o rimedio di emergenza) di Bach è sempre a disposizione sulle ambulanze per intervenire su stati emotivi e fisici critici, perché rappresenta un rimedio naturale ed immediato che attiva l’energia del corpo per rispondere al meglio ad uno stimolo imprevisto ed “esplosivo”.

Può servirti per smorzare in pochi istanti sensazioni emotive forti o stati di confusione e dis-agio.

#2: Fatti Aiutare da un Coach a riprogrammare in anticipo la reazione emotiva

Un Coach in PNL è un professionista che può aiutarti a “riscrivere” la reazione automatica che il tuo cervello rettiliano mette in atto in una specifica situazione: in una singola sessione puoi ottenere la risoluzione di una reazione ansiosa o di uno schema che genera preoccupazione.

  In questo articolo ti ho partlato di come lavorare su tutto ciò che percepisci come ansia e preoccupazione, mi auguro di esserti stato utile.

Se hai quesiti o domande sulle tecniche e sui processi suggeriti, non esitare a contattarmi, scrivendo tutto ciò che ti viene. Sarò felice di risponderti personalmente e di fornirti strategie su misura per situazioni specifiche.

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Author: Marco Cattaneo GOTAM

Ipnotista, Maestro di Reiki e Meditazione, Praticante Yoga, ha dedicato quindici anni a pratiche di sviluppo personale e spirituale. Dal 2010 al 2020 ha erogato oltre 150 seminari intensivi, 250 workshop brevi e aiutato persone in oltre 5.000 sessioni individuali. Ha fondato nel 2014 l’Accademia GOTAM, attraverso la quale raggiunge ogni giorno oltre 300 praticanti, supportandoli nel loro percorso attraverso sessioni personali online. Vive a Madrid ed opera fra Spagna e Italia.